Ricette per la frittura dell’aria

Sorpresa dallo spazio profondo

Sorpresa dallo spazio profondo, acrilico su tela, 90×60, 2005

“Scampoli ipnagogici di banlieues interiori, detritiche cosmologie di big bang ipotetici erranti al di sopra di un’arcadia metropolitana posthopperiana: sono queste le prospettive acriliche che Marco Bigliazzi, maturo enfant terrible del cinema d’animazione, spalanca sulle sue tele in un’apparente logorrea giocosa, i cui titoli – strumento apotropaico di ogni egolatria – veleggiano sulle onde lunghe della lezione dadaista prima e surrealista poi a suggerir tensioni, spostamenti semantici nel polemos eterno – o presunto tale – tra imago e verbum, tra corteccia occipitale e area di Broca. Ridentibus arrident humani vultus, per dirla con Orazio. Ora scusatemi, ma devo finire la seconda porzione di trippa.”

Callisto Anselmo Facchi, in “Contemporary Art & Soup”, n° 23, 2007

Ritratto di caldarrostaio

Ritratto di caldarrostaio, acrilico su tela, 100×60, 2004

“[…] Bigliazzi non dipinge: ricopre con vernici. E qui sta il punto. Ricopre quel che c’era. O che (si dice) ci fosse. O ancora: che ci sarà. Il Ritratto di zampognaro (2008) è il crepuscolare stabilimento industriale raffigurato (meglio: trasfigurato) o è un perduto scampolo neotrattorialista, retaggio nostalgico e ormai invisibile di una materna generazione passata? O non è piuttosto una potenzialità, ciò che ci potrebbe essere, che sta per comparire, processo in fieri e omaggio all’intrigante incertezza del possibile, nell’imminenza di un gesto futuribile e criptato? Parlate pure dopo il bip.”

Melania J. Burrone, in “New Media Digest For Cats”, luglio-agosto 2009

Tu, cosa ci vedi?

Tu, cosa ci vedi?, acrilico su tela, 120×80, 2005

“C’ è sempre un interrogativo nel lavoro di Bigliazzi: procediamo verso una meta infinita? Pensiero e vita nel contemporaneo, pulsioni ed emozioni, sincronia senza sintonia uomo/natura del portato segnico, attraverso la reciproca condivisione in un universo silente, composto di impercettibili segni sublimati in pura energia. Ebollizione materica che trasfigura in magmatica essenza, esonda le quinte urbane della tela, perfora il tempo, evolve e si atomizza. Aspettate un momento, ché non mi parte il motore a curvatura.”

Charles Des Crêpes, in Introduction à l’Art du Tricot, Metanopoli (MI), 2006

Teme l'umido

Teme l’umido, acrilico su tela, 80×100, 2010

“Ci sono dei paletti ben precisi per quanto riguarda i contenuti ammessi. I soggetti e le sceneggiature che proponete devono rientrarvi, ed esiste una sorta di decalogo di riferimento. Tuttavia, non possiamo inviarvelo, perché si tratta di documentazione segreta.”

conversazione telefonica con un responsabile di produzione di Disney Channel

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